FAMIGLIA CAROLI

Echi di una storia lontana – Le vicende dei Caroli Bergamaschi

Giovedì 22 febbraio 2024 ho avuto l’onore di presentare il mio libro nell’accogliente Spazio Viterbi del Palazzo della Provincia di Bergamo. Grazie al patrocinio di Archivio Bergamasco, alla fattiva collaborazione del Presidente Matteo Rabaglio e alla coordinazione con il giovane storico Marco Carobbio, ho potuto presentare il libro e raccontare alcuni eventi significativi dei quali furono protagonisti i miei avi.
Chiarisco subito che la mia famiglia non godette di un particolare prestigio, salvo il ramo imprenditoriale di Stezzano tra ‘700 e ‘800, tuttavia fu protagonista di tante piccole storie di successi e di infauste rovine, con una costante presenza nella storia delle comunità dove i Caroli hanno vissuto e lavorato.


La durata dell’incontro ha imposto una difficile selezione degli argomenti da illustrare, poiché il limite di un’ora a mia disposizione, rispetto alle 250 pagine fitte di eventi del libro, era davvero esiguo.

Il filo che ha unito i quattro secoli presi in esame, dal Cinquecento all’Ottocento, si è dipanato attraverso le varie attività legate alla tessitura, che sono state certamente marginali nelle famiglie Caroli, ma ricche di spunti inediti e storicamente interessanti. Anche se i pochi episodi scelti non hanno potuto restituire la trama complessiva del libro, mi hanno permesso però di raccontare i fatti in modo più approfondito, facendo sì che la narrazione risultasse più concreta e interessante. Questi gli argomenti trattati:

1 – Il guado, la “pianta del blu”. L’attività principale che ha sempre caratterizzato la vita dei Caroli, ossia la coltivazione dei cereali, ha visto affiancarsi anche quella del guado, o gualdo, un arbusto dalle cui foglie si ricava il colorante blu utilizzato per la tintura dei tessuti e, in minor misura, per la pittura. L’estrazione del colorante dalle foglie del guado è assai laboriosa, e l’articolato processo di macerazione, essiccazione e affinamento ripetuto per almeno due volte, lo rende un’attività profittevole permettendo dei buoni guadagni alle famiglie che lo producevano.
Le proficue notizie d’archivio, rintracciabili maggiormente nei secoli XVI e XVII, seguono di pari passo il successo di questa attività agricola, cui però segue l’inesorabile declino a causa dell’indaco di provenienza orientale.
Alcuni contratti cinquecenteschi e un ricco testamento del 1630, con protagonisti i Caroli, mi hanno consentito di esporre vicende di tutto rilievo, dalle quali emerge un portato economico tale da considerare la lavorazione del guado un’attività affatto secondaria.

2 – Nel suo Il memorando contagio seguito in Bergamo l’anno 1630, il Magistrato alla sanità bergamasca Lorenzo Ghirardelli sostiene che i panni di lino prodotti a Curno siano stati tra i portatori dell’epidemia di peste del 1630. Attraverso il risultato di due indagini separate degli anni 1670-1671, una di natura fiscale sui lavoratori dei panni lana e l’altra civile sui litigi di una modesta famiglia di Curno, ho potuto concretamente ipotizzare la stretta relazione tra le attività tessili svolte dai Caroli in un’affollata corte masserizia con il propagarsi della peste denunciato dal Ghirardelli.

3 – I Caroli di Stezzano, ricchi imprenditori tessili, lasciano un ricordo indelebile nella Bergamo ottocentesca e la loro notorietà travalica gli stretti confini provinciali: le vicende di Luigi Caroli sono assai note fra gli studiosi, mentre l’ottocentesca villa di delizia Caroli di Stezzano è un prezioso edificio neoclassico creato dal sapiente progetto dell’architetto Giacomo Bianconi. Tuttavia, ben pochi conoscono le ragioni del loro veloce arricchimento, durato circa un secolo, e delle profonde motivazioni che li hanno indotti a trasferirsi da Lallio a Stezzano all’inizio del Settecento. Ho cercato di colmare questa lacuna evidenziando sia i passaggi cruciali della loro fortunata vicenda imprenditoriale, che le funeste cause del loro declino.
Stretto dal serrato ritmo della narrazione, ho voluto dare un’impronta personale all’incontro evidenziando la passione con la quale, per dieci lunghi anni, ho condotto questa ricerca.

Egidio Caroli

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Articolo di presentazione del libro sul Corriere della Sera -24 febbraio 2024